domenica 18 ottobre 2009

Chi si ricorda della strategia della tensione?



Facciamo innanzitutto il punto, perché fra una settimana questo post sarà già vecchio e vale la pena di essere chiari.

Nei giorni scorsi il signor Berlusconi ha preso un "uno-due" clamoroso: da un lato è stato condannato a risarcire De Benedetti per 750 milioni di euro, dall'altro è stata bocciata la legge che lo metteva al riparo dai processi fino a fine legislatura, il cosiddetto "Lodo Alfano".
La reazione di quel signore è stata scomposta e nel giro di pochi giorni è riuscito ad insultare le massime istituzioni e personaggi politici dell'opposizione, fare illazioni sull'attendibilità dei giudici promettendo rivelazioni clamorose e via dicendo.
Dai suoi giornali è già partito il linciaggio mediatico del giudice che l'ha condannato al risarcimento milionario (colpevole, pensate bene, di indossare calzini turchesi!!!), così come una campagna stampa volta a delegittimare la Corte Costituzionale, definita "organo politico".

E questa è la premessa.

Un paio di giorni fa, ascoltando un TG (non ricordo di quale rete), viene data la notizia di un commando di piromani che a Napoli ha incendiato tre autobus nel giro di poche ore. Ho fatto una ricerchina in rete e le notizie sono abbastanza confuse: chi parla di tre raid, chi dice "due autobus in fiamme", chi parla di taniche di benzina, chi di molotov. Una sola cosa torna sempre costante: l'ipotesi che i responsabili di questi atti siano dei disoccupati. Peccato che non esista una rivendicazione degli attentati e che quindi questa ipotetica "pista" sia solo, appunto, ipotetica.

Ma i media la lanciano e la rimpallano e quindi diventa "verità".
La conclusione è che a Napoli i disoccupati danno fuoco agli autobus.

Guardatevi questo video de La 7 e giudicate da soli se era il caso di lanciare accuse di questo tipo senza uno straccio di indizio in merito. E ricordiamoci che La 7 è notoriamente una emittente più pacata e seria rispetto alle altre testate nazionali!
http://www.la7.it/news/dettaglio_video.asp?id_video=31911&cat=cronaca

Un'altra fonte che differisce nei dettagli ma non nell'accusa ai disoccupati organizzati
http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Campania/Due-bus-dati-alle-fiamme-nel-centro-di-Napoli_3886057327.html

Morale della favola: i disoccupati organizzati sono diventati terroristi.
Tenetelo a mente, fra poco ci torniamo.


Stamani, facendo un giro sui soliti siti che seguo giornalmente, trovo un'altra inquietante notizia: minacce di morte per Berlusconi, Fini e Bossi. Una lettera minatoria inviata alla redazione de "Il Riformista" e firmata "Brigate rivoluzionarie per il comunismo combattente".
Pare che nei giorni scorsi altre analoghe missive fossero state recapitate alle redazioni de Il Foglio, Il Messaggero e Il fatto quotidiano. (curiosa scelta delle testate, fra l'altro... molto "tripartisan"!)
Leggo regolarmente "Il fatto quotidiano" e non mi sono accorto di notizie in merito. Forse hanno reputato che non fossero degne di attenzione o che non meritassero la grancassa mediatica che invece ha voluto dare "Il riformista".
http://www.ilriformista.it/stories/apcom/108882/

Andando ad approfondire il contenuto della missiva viene fuori che questi novelli brigatisti rossi chiedono le dimissioni (le dimissioni?!?!?!) di Berlusconi, Fini e Bossi e citano come fatto emblematico la sentenza della Consulta (?!?!?!). Un po' istituzionalisti, questi terroristi! Una volta si limitavano a sparare a quelli che non gli andavano a genio. Adesso invece chiedono le dimissioni confortati dalle sentenze dei massimi organi istituzionali... insomma, quello che fa Di Pietro!!!
Sarà mica un terrorista pure lui???


Ecco, questo è il secondo fatto degno di nota.
Vedremo nei prossimi giorni se ce ne saranno altri dello stesso tenore... perché io ormai me li aspetto.

Perché me li aspetto?
Perché tutto questo mi fa venire in mente qualcosa che è già successo in Italia, qualche anno fa: il terrorismo utilizzato come strumento per tacitare l'opinione pubblica, imbavagliare le opposizioni e rinforzare il governo, legittimandolo anche a mosse straordinarie di repressione che normalmente non sarebbero tollerate.

Si chiamava "strategia della tensione".
http://it.wikipedia.org/wiki/Strategia_della_tensione
Qualcuno metteva bombe, qualcuno sguinzagliava le forze dell'ordine, qualcuno finiva in galera o manganellato, ma non era quello che aveva messo le bombe. No, perché le bombe le avevano messe gli estremisti di destra fiancheggiati dai servizi segreti dello stato, mentre la repressione puntualmente partiva verso le sinistre, più o meno estreme. Il PCI in quell'occasione non poteva far altro che "prendere le distanze", ma decise di farlo verso i propri compagni anziché verso le istituzioni bombarole, giustificato in parte dal fatto che ancora non si sapeva con certezza che erano state le istituzioni a mettere le bombe.

Se avete voglia di fare un tuffo nel passato, leggetevi "La strage di stato", un libello agevole ed interessante, anche se incontestabilmente di parte.
Se volete fonti più imparziali, potete recuperare il solido volume "La notte della repubblica" di un rispettatissimo giornalista come Sergio Zavoli, oggi presidente della Commissione di vigilanza della RAI. Il libro ripercorre le tappe di un programma televisivo molto interessante curato dallo stesso Zavoli nel 1989. Pensate un po', Berlusconi non era ancora "sceso in campo" allora!
Se preferite qualcosa di più recente, andatevi a cercare le vecchie puntate di Blu Notte che parlano di terrorismo e stragi.


Eccoci dunque arrivati alle conclusioni: io vedo un Presidente del Consiglio in forte difficoltà, dopo gli scandali puttanistici, le sentenze contro di lui, l'imminente ripresa dei processi che lo riguardano. Io vedo fatti anomali che vengono immediatamente imputati a soggetti che, a mio avviso, sembrano difficilmente accostabili ai suddetti fatti (disoccupati incendiari??? brigatisti istituzionalisti che chiedono dimissioni???). Io vedo un battage mediatico che non si sforza minimamente di riflettere su quello che sta dicendo e propaga allarmismo inopinatamente.

Io mi aspetto di vedere a breve ministri che chiedono misure repressive, partiti di maggioranza che dicono all'opposizione di schierarsi "o con noi o con loro", partiti di opposizione che "prendono le distanze"... e la gente comune che non si sentirà più in diritto di protestare contro il governo per non passare per terrorista.
E' un film già visto!

Vedremo presto se ho ragione o meno. Spero tanto di sbagliarmi...

lunedì 5 ottobre 2009

Abboccano?

Leggo abitualmente le notizie riportate sul blog "Lettera Quotidiana" e ultimamente una mi ha stuzzicato sotto la cintura:

"Il sito per gli adulteri"

http://lettera.altervista.org/?p=967

Si parla del sito Gleeden.com, una piattaforma per incontri fra persone sposate.

Siccome sono un gran maiale (a chiacchiere, s'intende: chi mi conosce può testimoniare di come io indulga frequentemente in argomenti di conversazione ritenuti sconvenienti ai più) e sono anche patologicamente curioso in generale, non ho saputo resistere alla tentazione di andare a vedere di persona.

Una home page discreta, sobria, elegante, in cui fanno bella mostra di se delle bellissime gnocche... ecco, sì, solo donne... accompagnate da slogan pubblicitari che invogliano ad iscriversi.

Mi chiedo: ma se il sito si rivolge alle persone sposate, dovrà farlo sia con gli uomini che con le donne, no? Oppure si rivolge solo agli sposati gay? A chiacchiere parrebbe di no, ma nei fatti qui le "esche" sono solo per pescare maschietti arrapati e non casalinghe disperate...

Viene il dubbio che dietro al sito si nascondano centinaia di "escort" (ora va di moda chiamarle così le concubine prezzolate) pronte a soddisfare le fantasie dei maritini repressi, magari travestendosi anche da pastorella, da infermiera o da suora, se questo li fa più contenti.

Ed invece gli slogan recitano; "Una moderazione esigente, Una politica Zero Falsi Membri".

Quindi niente mignotte, pare di capire... eppure ancora qualcosa non quadra.

Fra l'altro mi fa sbellicare dalle risate il doppio senso della parola "membri". Viene da pensare che su Gleeden non siano ammessi i cazzettini mosci ed i falli di gomma, ma solo veri membri tosti (magari anche leghisti?).

Pensiero reso ancora più inquietante dal successivo slogan: "Gleeden e i suoi membri ti aspettano!"

A Livorno risponderebbero: "Ora mi infilo le mutande di bandone!" (bandone = saracinesca)

Altri aspetti curiosi sono l'ostentazione dell'internazionalità e l'insistenza sull'adulterio.

La seconda si può giustificare con motivi di "target": una qualsiasi piattaforma di incontri poteva andare bene, ma almeno qui chiariamo subito che si tratta di gente sposata e chi partecipa lo sa e sta al gioco. Occhèi.

Ma l'internazionalità? Che senso ha cercarsi l'amante all'estero? Funziona solo per i top manager che vanno in trasferta internazionale frequentemente? Ma quelli hanno un pacco di soldi e sanno benissimo come trovarsi le tresche anche senza annunci online!

Poi, però, leggendo meglio, scopri che esiste anche un sistema di "crediti"..

A cosa servono i crediti?!?!?

Lo scopriamo nelle FAQ, dove ci viene spiegato che un utente può consultare gratis tutti i profili che vuole, ma se decide di contattare quelle persone può farlo solo a pagamento!

"Come funziona la Posta ? (...) La ricezione e l'invio dei messaggi sono a pagamento. Vedere Condizioni Generali di Vendita (CGV)."

Quindi il peep show e la fantasticheria sono gratis. L'interazione si paga.

Ancora:

"L'iscrizione é gratuita. Creare il profilo quindi, non costa nulla. Gratuitamente, puoi anche accedere agli altri profili, inviare degli occhiolini e consultare il book pubblico degli altri membri. Se invece desideri inviare o leggere un nuovo messaggio, iniziare una dialogo in chat, o ancora guardare un book privato, devi scegliere un pacchetto crediti. Vedere CGV."

Quindi di gratuito restano la ricerca, lo sfogliare profili pubblici (massimo tre foto, accessibili a tutti, quindi "caste"), il farsi le pugnette pensando a quanto ti piacerebbe farti quel figone lì, inviare un "occhiolino" a quel figone per dirle anche in differita "sei proprio un bel figone".

Se però il figone lo vuoi contattare via email o chat, devi pagare.

Se vuoi vedere le foto del book privato (max 5 immagini, accessibili solo su autorizzazione del diretto interessato e quindi, si suppone, più licenziose), devi pagare.

E la scusa qual'è? La sicurezza! (nemmeno fossero in campagna elettorale)

"Gleeden ha creato un sistema di pacchetti crediti. I membri sono assicurati in questo modo, della serietà e della veritabile volontà degli altri membri di voler fare dei nuovi incontri. Questi pacchetti sono a pagamento per fornire alla comunità Gleeden una migliore qualità degli incontri."

Sorvoliamo sui traduttori che sfornano chicche come "veritabile" e badiamo alla sostanza: se paghi hai intenzioni serie, se paghi il tuo incontro avrà una qualità (???) migliore. Bella considerazione che hanno delle persone e dei rapporti interpersonali in genere!

Ovviamente esistono forme diverse di pagamento, ricaricabile o abbonamento, tutte rigorosamente online per amor di privacy (sì, di chi???).

Ultima chicca: per chi non vuol farsi sgamare dalla moglie che gli controlla gli estratti conto, la voce "Gleeden" non comparirà. Verrà sostituita con la più sobria ed affidabilissima denominazione "Blackdivine". Così vostra moglie non penserà che andate su un sito di appuntamenti per uomini sposati, ma che vi rivolgete direttamente ad una prostituta sadomaso di colore!

Ho provato ad iscrivermi.

Sì, perché volevo vedere in faccia un po' di iscritti (mi aspettavo delle gran gnocche, fasulle, e dei poveri sfigati, autentici). Però non ci sono riuscito. Il browser mi ha dato ripetutamente degli "errori di caricamento della pagina" (problemi sessuali pure per lui, poverino!) e non ho potuto concludere la procedura.

M'è venuto un dubbio: avranno mica capito che sono un "falso membro"????

Intestardito, spinto dagli ormoni ormai impazziti, cambio browser sperando che questo non "faccia cilecca". Lascio quindi l'inaffidabile IE per il più giovane e vigoroso Firefox.

Stavolta la procedura arriva fino in fondo ma guardate un po' con che risultati:

"Adesso sei ufficialmente membro della comunità Gleeden!

Per ringraziarti della tua fiducia, noi desideriamo fornirti l'accesso ai servizi del nostro sito! Riceverai tra poco un'email con un codice promozionale che dovrai inserire alla sessione "Acquisto crediti" il giorno del lancio ufficiale. Sarai tra i primi iscritti e per questo il sito sarà per te gratuito!

La breve attesa non ti deluderà...anzi...

Ti aspettiamo,

A presto!"

"Il giorno del lancio ufficiale"???

Ma se l'articolo diceva che si sono già iscritti in 2000 (francesi)!!!

"La breve attesa non ti deluderà"????

Ma porca miseria! Ero tutto arrapato e 'sta stronza mi dice "ciao, buonanotte, ti richiamo io"?!?!?!?

In conclusione: per ora mi hanno solo carpito un indirizzo email. Vedremo poi che uso ne faranno...

...se fossi stato un po' più accorto mi sarei, appunto, accorto che sulle pagine di Gleeden non esiste modo di fare login. Solo nuove iscrizioni. Se un domani venisse fuori che era un sito fasullo, creato per scopi di statistica demografica oppure per raccogliere un po' di email da spammare, non mi meraviglierei affatto.

Chi vivrà vedrà...

martedì 22 settembre 2009

Chi fa da sé...

Pochi giorni fa Berlusconi era da Vespa a Porta a Porta per parlare della consegna delle prime case ai terremotati di Onna. L'evento ha provocato una mole di polemiche sulle quali preferisco glissare perché le trovo veramente poco interessanti. Quello che più mi interessa, invece, è un commento di un mio amico che ironizzava sul fatto che il premier fosse andato ad una trasmissione "senza contraddittorio" a lamentarsi di "chi parla male di lui senza contraddittorio".

Ecco cosa mi interessa: una riflessione sul contraddittorio.

Partiamo dalle basi: il dizionario.
Il solito buon De Mauro recita:
1 agg., al pl., con valore rec., di fatti o parole che sono in contrasto fra loro: pareri contraddittori, avvenimenti contraddittori
2 agg., che presenta contraddizioni, incoerente, ambiguo: discorso c., carattere, comportamento c.
3 s.m., discussione pubblica fra due persone che sostengono opinioni contrarie, spec. durante dibattiti, processi e sim.

Il caso che ci riguarda è ovviamente il terzo, ma vedremo che alla fine si ricasca anche nei primi due.

Quindi chiediamoci: com'è che funzionano le esternazioni al giorno d'oggi in televisione?
Perché in effetti è dello specifico della televisione che stiamo parlando: nessuno si sognerebbe di pretendere un contraddittorio sulle pagine di un giornale o di un sito internet... al massimo esiste il diritto di rettifica... ma nessuno si aspetta che su "Il Giornale" accanto all'editoriale di Feltri compaia anche un contro-editoriale della Concita De Gregorio, o viceversa su L'Unità.

Torniamo alla televisione: che guardiate un telegiornale o un dibattito televisivo ormai la formula è chiara: si devono riportare le posizioni di "entrambe" le parti. Commento di (centro)sinistra, commento di (centro)destra (ometto intenzionalmente il "panino", che in questo contesto non mi interessa)

In ogni trasmissione di "dibattito" c'è sempre una netta divisione fra le poltrone degli ospiti, destra e sinistra, le fazioni si fronteggiano e, ovviamente, si parlano addosso ed inveiscono reciprocamente. Ormai non si vede più quale sia la differenza fra i due schieramenti. Ognuno muove da posizioni che sono agli antipodi rispetto all'interlocutore. Su qualsiasi argomento le interpretazioni sono predefinite e simmetriche. Al posto di questi programmi si potrebbe tranquillamente mettere una coppia di robottini che quando uno dice "bianco" l'altro risponde "nero" ed otterremmo lo stesso risultato.

E veniamo quindi al fantomatico "contraddittorio".
Quale oscuro valore aggiunto potrà mai apportare la presenza di un contraddittorio alla bontà delle argomentazioni degli interlocutori?
E' semplice, almeno in apparenza: se uno mente l'altro glielo può rinfacciare, se uno omette l'altro può integrare, se uno travisa l'altro lo può correggere. Ma il fatto reale è che non succede mai così! Entrambi mentono, entrambi omettono, entrambi travisano, ognuno per tirare l'acqua al suo mulino e fare "bella figura" davanti agli spettatori. Così si trasforma un dibattito in una gara di dialettica, in cui il vincitore non è quello con gli argomenti più forti ma quello che riesce a far fare la figura del cretino all'altro.
Si tratta inoltre di una struttura dialettica presa a prestito da un ambito che non dovrebbe avere niente a che fare con questi dibattiti: l'aula di tribunale. Nei processi l'imputato è assistito da un difensore che cerca di smontare le argomentazioni dell'accusa. In un mondo perfetto, il pubblico ministero ed il difensore perseguono entrambi la ricerca della verità, ciascuno con un diverso punto di vista: il primo tutela gli interessi della collettività, il secondo quelli dell'imputato. Entrambi dovrebbero essere paladini della giustizia che, per evitare errori giudiziari, si fronteggiano in aula solo per essere certi che ogni prova ed ogni testimonianza siano valutati compiutamente e da entrambi i punti di vista.

Non è quello che succede nei dibattiti televisivi!
Il dibattito televisivo non somiglia ad un processo in cui si ricerca la verità, ma ad un incontro di boxe dove si cerca di mettere al tappeto l'avversario, usando anche colpi proibiti se l'arbitro ce lo consente o è distratto.

E allora a che pro il "contraddittorio"?
Se si facessero delle semplici interviste, ciascuno direbbe la sua, il pubblico ascolterebbe le due campane (o magari anche più di due, perché no?) e poi giudicherebbe con la sua testa. Invece in questo modo si assiste passivamente ad un match e ci si limita al massimo, come i giudici del ring, a dare un voto ai due contendenti decidendo così "chi ha vinto" secondo ciascuno di noi. Una farsa!

E così il tanto blasonato "contraddittorio", che dovrebbe condurre alla Verità, finisce per contraddire se stesso, svolgendo il ruolo di arena in cui la verità muore, vittima degli ascolti.

mercoledì 17 giugno 2009

Il nuovo fumetto di Bonelli parla del terremoto de L'Aquila!

Non è vero. Non ne parla affatto. Eppure...


Partiamo dalla premessa che i fumetti Bonelli prima di arrivare in edicola hanno dei tempi di gestazione da due a quattro anni almeno. Quindi è fuor di dubbio che Caravan, la nuova miniserie di 12 numeri pubblicata da Sergio Bonelli Editore, di cui il primo numero è uscito pochi giorni fa, sia stata pensata, scritta e disegnata molto prima che si verificasse il terremoto del 6 aprile scorso nei dintorni del capoluogo abruzzese.
Eppure le somiglianze ci sono, sono tante ed inquietanti. Forse le noto solo io perché sono stato toccato da vicino dal terremoto (amici e parenti) e quindi ho il nervo un po' scoperto... ma leggete il seguito e giudicate voi stessi.

La serie parla di un evento misterioso ed imprevisto che costringe tutta la popolazione di una piccola cittadina a lasciare in fretta e furia le proprie case, senza avere il tempo di prendere con sé più che poche cose indispensabili. Un esodo forzato, controllato dal rigido braccio armato dell'esercito, che costringe nell'immediato i cittadini a vivere all'interno delle loro macchine, in attesa di una sistemazione alternativa sconosciuta e pilotata dall'alto.
Le vicende personali vengono travolte dall'imprevisto e tutta la vita della cittadinanza si trasforma, portando così alla luce lati nascosti del carattere dei personaggi, esposti in modo drammatico ad un destino incerto ed estremamente precario.
Il secondo numero della serie, in edicola dal 9 luglio, parlerà di qualcuno che, insofferente verso il ferreo ordine amministrato dai militari, cercherà di sottrarsi al loro controllo. Possiamo immaginarci gli sviluppi drammatici della vicenda.
Il terzo numero della serie, in edicola dall'11 agosto, parlerà del sindaco della cittadina che decide di capeggiare la rivolta dei cittadini esasperati contro la gestione militare dell'emergenza.

Si tratta di una storia, una narrazione di intrattenimento, l'analogo di un film di azione o di una fiction TV, ma provate ad immaginare come sarebbe il terremoto de L'Aquila se venisse romanzato un po' per farne una trasposizione televisiva. La descrizione sommaria che ho dato sopra dei primi tre episodi potrebbe calzare a pennello, con la sola correzione di sostituire all'esercito l'accoppiata Protezione Civile/Forze dell'Ordine.

Poi, entrando nei dettagli, le differenze ci sono eccome: non c'è terremoto ma un misterioso fenomeno meteorologico che interrompe tutte le linee di comunicazione, non ci sono tendopoli ma una colonna di sfollati in movimento di cui non si sa la destinazione, è ambientato negli Stati Uniti... ma, si sa, la fantascienza utilizzando la metafora ci parla di noi stessi e di casa nostra mentre ci racconta di alieni e viaggi spaziali... o di americani e viaggi misteriosi.

Fra tutti i paragoni che mi sono venuti in mente (e sono tanti!) mi ha fatto sorridere soprattutto l'immagine del sindaco Cialente (o forse calzerebbe meglio la presidentessa della Provincia, Pezzopane?) che affronta di petto il "generale" Bertolaso in tuta mimetica, per rivendicare il diritto dei cittadini abruzzesi ad essere aiutati onestamente e concretamente dallo Stato. Proprio ieri c'è stata a Roma una manifestazione di terremotati abruzzesi a cui hanno partecipato anche i due politici di cui sopra, mentre alla Camera si discuteva il "decreto Abruzzo", quello che è stato soprannominato il "decreto Abracadabra" perché materializza dal nulla soldi finti, spalmandoli su trent'anni e pretendendo di ricavarli dai gratta&vinci.
Pare che di tutte le promesse di Berlusconi sull'estensione e l'ampliamento delle tutele contenute nel decreto non sia rimasto niente più che aria fritta. Ma non ne siamo poi così sorpresi.


Chissà come proseguiranno le avventure dei nostri eroi?

La fantasia
http://www.sergiobonellieditore.it/auto/cpers_index?pers=caravan

La realtà
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2009/06/decreto-abruzzo-aula-camera.shtml

venerdì 12 giugno 2009

Per essere Franchi...

Un "franco tiratore" è uno che vota di nascosto non seguendo le indicazioni di partito.
http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_tiratore

Ieri, alla Camera, di franchi tiratori in aula mentre si votava il ddl sulle intercettazioni non ce n'erano.

Facciamo un passo indietro e vediamo di capire cosa è successo: si deve votare alla Camera il disegno di legge sulle intercettazioni. Il governo, che evidentemente vuole fare pressione sul parlamento, mette la fiducia: o lo si approva, o casca il governo. E' chiaro che in questo contesto la maggioranza vota compatta a favore.

Il PD ha chiesto di effettuare il voto a scrutinio segreto. Gli è stato concesso.

A che serve il voto segreto in un frangente come questo? Chi sta nella maggioranza potrebbe votare contro il ddl, e così facendo potrebbe non solo bocciare la legge ma anche far cadere il governo di cui fa parte. Sarebbe, appunto, un "franco tiratore". E' chiaro che questa cosa può interessare solo qualcuno che è deliberatamente intenzionato a far cadere il governo. Ma chi potrebbe esserlo? I pentiti di AN? La Lega? Qualche cane sciolto? Mi sembra del tutto improbabile che qualche esponente della maggioranza, nel contesto sociale e politico di questi giorni, possa avere interesse a fare una cosa del genere.

Ma allora perché il voto segreto?

L'altra possibilità è che a voler nascondere il voto siano quelli dell'opposizione che non vogliono votare contro!
Con lo scrutinio palese, se uno vota a favore lo si vede, glielo si può rinfacciare. Invece, con lo scrutinio segreto, qualche "centro-sinistro" che non ama le intercettazioni si è sentito libero di votare a favore di questa legge senza alcun impedimento. Chi può essere stato? Per esempio qualcuno che ha già avuto problemi con le intercettazioni... ve li ricordate i tempi di Unipol-BNL? Oppure qualcuno che teme per le intercettazioni future... qualcuno abituato a fare favori agli amici degli amici, tipo realizzare modifiche a piani regolatori per mettere in regola interi quartieri edificati abusivamente... per esempio...

Insomma, se "una ventina" circa di deputati dell'opposizione ha votato a favore del ddl sulle intercettazioni, dopo che la stessa "opposizione" ha chiesto di votare a scrutinio segreto, secondo me non si può parlare di franchi tiratori. Si deve parlare invece di politici in odore di illegalità che vogliono tutelare se stessi e riescono a farlo anche pilotando le mosse pubbliche della loro compagine politica: la richiesta, appunto, di voto segreto.
Non sapremo mai chi è stato a votare a favore, di che partito sia, perché l'abbia fatto, ma di certo possiamo dire che non è andato contro le indicazioni del suo partito, perché l'indicazione del suo partito è stata: "votate come vi pare, tanto è segreto!"

Fra l'altro, con la forzatura della fiducia, questi signori potevano tranquillamente confidare che il ddl sarebbe passato comunque. Quindi potevano incassare il risultato e fare anche bella figura votando palesemente contro. Invece no. Avevano talmente paura che non passasse che ci hanno messo su altri voti di sicurezza.

Questi sono i nostri rappresentanti.
Gente che ha paura delle "toghe rosse" anche quando sta all'opposizione...